La linea ferroviaria Cumana, gestita da EAV, tornerà operativa dall’11 settembre. I treni riprenderanno a circolare sulla tratta Torregaveta-Montesanto dopo più di un mese di interruzione, causata dalla scossa di terremoto di magnitudo 4,7 che ha colpito i Campi Flegrei il 31 luglio.
Contestualmente alla riapertura della linea, entrerà in servizio anche la nuova stazione di Pozzuoli. L’annuncio è arrivato dal vicepresidente della Regione Campania e assessore ai Trasporti Mario Casillo e dall’assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta.
«La riapertura della linea Cumana sarà possibile grazie al completamento degli interventi di messa in sicurezza della galleria di Monte Olibano, chiusa a seguito degli eventi bradisismici dello scorso 31 luglio. Contestualmente sarà aperta al servizio viaggiatori anche la nuova stazione di Pozzuoli. Un risultato importante per restituire all’area dei Campi Flegrei e a migliaia di pendolari, studenti e lavoratori il collegamento diretto con Napoli», ha dichiarato Casillo.
Zabatta ha sottolineato le ripercussioni che l’interruzione ha avuto sulla vita quotidiana dei cittadini dell’area flegrea: «Sappiamo quanto le difficoltà nei collegamenti abbiano inciso sulla quotidianità dei cittadini dell’area flegrea, già chiamati ad affrontare le conseguenze del bradisismo. È un tema che ci sta particolarmente a cuore e sul quale abbiamo lavorato fin dall’inizio, promuovendo il confronto tra tutti i soggetti competenti per individuare le possibili soluzioni e seguendo costantemente l’evoluzione della situazione. I primi risultati delle azioni messe in campo da RFI su nostra sollecitazione sono incoraggianti e ci avvicinano all’obiettivo della riapertura. La Regione continuerà a seguire ogni passaggio con la massima attenzione, nell’interesse dei cittadini e del territorio flegreo».
La Cumana rappresenta uno dei principali collegamenti tra i Campi Flegrei e il centro di Napoli. La sua chiusura aveva costretto migliaia di pendolari a ricorrere a soluzioni alternative, aggravando ulteriormente le difficoltà legate all’attività bradisismica della zona.


