Mazzocchi saluta il Napoli: «Avrei voluto un finale diverso. Ve voglio bbene o’vero»

Mazzocchi saluta il Napoli: «Avrei voluto un finale diverso. Ve voglio bbene o’vero»

Pasquale Mazzocchi saluta il Napoli. Dopo il trasferimento al Venezia, il terzino napoletano ha affidato ai social una lunga ed emozionante lettera per congedarsi dalla squadra della sua città e dai tifosi azzurri.

Un addio particolarmente sentito per un calciatore che aveva realizzato il sogno di indossare la maglia della propria terra e che lascia Napoli dopo 54 presenze, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana.

Mazzocchi apre il suo messaggio confessando che, dal primo giorno in azzurro, aveva immaginato una conclusione differente della sua avventura. La vita, sottolinea, non conduce però sempre nella direzione desiderata e bisogna essere pronti ad accettarne le svolte.

Il suo legame con la città, però, non cambia. Mazzocchi ricorda di essere stato napoletano prima di arrivare al Napoli, di esserlo stato mentre indossava la maglia azzurra e di esserlo destinato a rimanere per tutta la vita.

Nel corso della lettera l’esterno rivendica di aver sempre dato tutto quando è stato chiamato in causa, provando a trasmettere alla squadra e ai tifosi la propria energia. Non nasconde neppure i momenti complicati vissuti durante l’esperienza azzurra e il dolore provocato da alcune critiche arrivate proprio dalla sua gente.

Con il tempo, racconta, ha trovato serenità comprendendo che l’affetto nei suoi confronti era molto più grande delle voci di chi avrebbe preferito vederlo lontano da Napoli. Da qui la consapevolezza di non dover cambiare per ottenere l’approvazione degli altri, ma di continuare semplicemente a essere se stesso.

Mazzocchi sottolinea poi di lasciare il club da vincitore. Nella sua esperienza con il Napoli ha infatti conquistato uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, successi che considera il risultato del sacrificio e del lavoro compiuto insieme ai compagni e all’allenatore.

Il difensore ricorda in particolare il percorso che ha portato la squadra sul tetto d’Italia, rivendicando quanto fatto da un gruppo nel quale, inizialmente, in pochi credevano. Per Mazzocchi i successi non sono stati frutto della fortuna, perché anche la fortuna, nella sua visione, bisogna conquistarsela.

Non manca un ringraziamento ai compagni, elogiati per aver sempre sudato e onorato la maglia azzurra e per essere rimasti uniti anche nei momenti in cui le cose non procedevano secondo le aspettative.

La parte più personale della lettera riguarda invece la sua infanzia. Mazzocchi ricorda le difficoltà vissute da bambino, raccontando di aver conosciuto fame e freddo. Esperienze che gli hanno insegnato molto presto come nulla nella vita venga regalato e come ogni conquista richieda fatica, sacrificio e soprattutto la volontà di non arrendersi.

Per questo lascia Napoli senza rimpianti, pur ammettendo: «Avrei voluto un finale diverso».

Non cambierebbe, però, il viaggio compiuto. Vestire la maglia del Napoli gli ha permesso di realizzare il sogno che aveva fin da bambino e, soprattutto, di vincere nella propria terra insieme alla propria gente.

Il saluto è accompagnato da emozione e orgoglio. Mazzocchi è consapevole che una parte di lui resterà per sempre nella sua città, che continua a considerare casa.

Perché la sua esperienza, nelle parole utilizzate per congedarsi, è andata oltre quella di un semplice calciatore: Mazzocchi sente di essere stato prima di tutto un napoletano con la maglia del Napoli addosso.

E la conclusione della lettera è inevitabilmente dedicata alla sua gente: «V vogl ben over».