Al termine della sfida dello stadio Maradona tra Napoli e Udinese, il presidente Aurelio De Laurentiis è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sul futuro societario, rispondendo con fermezza alle voci sulle possibili offerte di acquisto del club da parte di fondi esteri.
Il patron azzurro ha voluto blindare la società, sottolineando come la gestione di una squadra di calcio non sia una mera questione di cifre, ma richieda una profonda componente emotiva e passionale.
Il no alle offerte miliardarie: dagli USA agli arabi
De Laurentiis ha esordito ricordando i corteggiamenti ricevuti in passato, svelando cifre astronomiche che non lo hanno mai smosso dalla sua posizione alla guida della Filmauro e del Napoli:
“Cosa rispondere agli americani? C’erano anche nel 2017, si presentarono con 900 milioni di dollari, li ringraziai e dissi che non era possibile. Poi c’è stato il Covid e nel 2021 gli arabi offrivano tre miliardi di euro per prendere la Filmauro, io che facevo andavo in pensione senza giocattoli? Normale che ci siano, il problema non è il denaro ma di capire se un successore può gestire con il cuore una intrapresa.”
Calcio e cinema: una questione di amore e gestione
Il presidente ha poi tracciato un parallelo tra i suoi due grandi mondi professionali, il cinema e il calcio, evidenziando le difficoltà intrinseche di un’industria così imprevedibile:
“Quando fai il cinema devi farlo col cuore, e il calcio pure. Puoi non essere tifoso, ma una società di calcio è un’intrapresa dove per conciliare i fattori della ‘produzione’ ci sono tanti di quei fattori altalenanti e non prevedibili che lo devi fare con amore, altrimenti manderesti a quel paese allenatori, giornalisti, sindaci a cui non gliene frega nulla perchè sono juventini”








