Conte: «Napoli non ha bisogno di cacciatori di like»

Conte: «Napoli non ha bisogno di cacciatori di like»

Il Napoli chiude il campionato al secondo posto in classifica grazie alla vittoria contro l’Udinese nell’ultima giornata, ma la conferenza stampa post-partita di Antonio Conte dallo stadio Diego Armando Maradona si trasforma in uno sfogo durissimo. Il tecnico azzurro ufficializza il suo addio, puntando il dito contro le dinamiche nocive che hanno condizionato la stagione e lanciando pesanti critiche all’ambiente circostante.

La rottura dopo Bologna e la verità sullo spogliatoio

Il punto di svolta in negativo è stata la trasferta in Emilia, un momento in cui la stagione ha rischiato di naufragare definitivamente a causa di evidenti problemi di mancata integrazione tra i calciatori. Conte ha affrontato la situazione di petto, rivelando le forti tensioni interne:

“Dopo la sconfitta di Bologna quello che ho avvertito erano delle situazioni che non mi piacevano e anche lì ci vogliono le palle per dirle le cose. Io di fare campionati anonimi non l’ho mai fatto e mai lo farò. Ero pronto anche a farmi da parte, sicuramente qualche acquisto non è entrato in sintonia col vecchio gruppo e si erano create delle dinamiche molto difficili che era giusto denunciare. Ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo con cui ci siamo parlati in modo chiaro, ci siamo chiariti, dicendoci che dovevamo remare sulla stessa barca col vento contro e siamo ripartiti”.

L’annuncio a De Laurentiis: “Ho fallito su una cosa”

Le critiche più aspre dell’allenatore leccese si concentrano sulla mancanza di compattezza attorno alla squadra, un limite che lo ha spinto a rassegnare le dimissioni con un mese d’anticipo direttamente al presidente Aurelio De Laurentiis:

“Ho chiamato un mese fa il presidente, non ho voluto sapere niente e gli ho detto ‘in virtù dell’amicizia che abbiamo, percepisco che il mio percorso qui sta per terminare’. La decisione era presa da parte mia. Sul Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a portare compattezza al Napoli e se non si riesce a farlo diventa difficile combattere contro le altre squadre. Ho visto tanti veleni e chi li sparge è un fallito”.

L’attacco frontale: “Ambiente ostaggio dei cacciatori di like”

Il tecnico non usa giri di parole per descrivere quello che definisce un ambiente tossico, esortando la piazza a fare pulizia di figure che danneggiano il club solo per interesse personale:

“Il Napoli non ha bisogno dei falliti, di chi ha bisogno di un like. Ha bisogno di gente seria che ha voglia di voler bene alla squadra, così come il tifoso che paga il biglietto, invece queste persone dovrebbero allontanarsi perché sono nocive. Io ho fallito sotto questo punto di vista e ho capito che non sarei riuscito mai a compattare l’ambiente. Per me era fondamentale, dunque ho alzato le mani. Ci metto la faccia, come ho sempre fatto”.

Il bilancio tra l’orgoglio dello Scudetto e i rimpianti

Nonostante l’amarezza per un’annata complessa, Conte rivendica con orgoglio il legame con la tifoseria partenopea e i traguardi raggiunti, ricordando la gioia del tricolore e della Supercoppa, ma ribadendo il suo monito per il futuro del Napoli:

“C’è da parte mia la soddisfazione, il prestigio e l’onore di aver allenato il Napoli: ringrazio il presidente per quest’opportunità, l’ho vissuta in maniera passionale come piace a me. Il tifoso del Napoli mi ha capito e questa è la cosa più importante”.

“Quando abbiamo vinto lo scudetto e quando abbiamo festeggiato con i nostri tifosi. Nella mia carriera ho vinto qualcosa, ma non e’ mai stata festeggiata come a Napoli. Napoli ha bisogno di compattezza dell’ambiente, di gente che vuole bene a Napoli veramente”.

“Bologna non è stato un bel momento. Vedere che dopo un anno può andare tutto in frantumi non è stato bello. C’erano due strade da prendere: o fare lo scemo, far finta di niente o sollevare il problema. Abbiamo vinto una Supercoppa, siamo arrivati secondi. Non me l’aspettavo così complessa quest’annata”.