Napoli, progetto “Galattico” in stile Real Madrid: sul piatto 2 miliardi

Napoli, progetto “Galattico” in stile Real Madrid: sul piatto 2 miliardi

Il futuro del Napoli si tinge di clamorosi scenari oltreoceano. Secondo quanto rivelato da The Athletic e confermato dalle maggiori testate internazionali, un consorzio di investitori statunitensi ha messo sul piatto una maxi-offerta da circa 2 miliardi di euro per rilevare il club partenopeo.

La risposta iniziale del presidente Aurelio De Laurentiis e del suo entourage è stata un secco “no”, ribadendo che la società non è in vendita (anche in vista del centenario del club nel 2027). Tuttavia, la cordata americana non sembra intenzionata a mollare la presa dopo ben sei mesi di trattative sotterranee. Se l’affare andasse in porto, si tratterebbe di una delle più grandi operazioni finanziarie della storia dello sport: basti pensare che De Laurentiis acquistò il Napoli nel 2004 per una cifra inferiore al 2% rispetto alla proposta attuale.

La visione: una polisportiva sul modello dei “Blancos”

Dietro l’incredibile offerta non c’è solo l’idea di comprare una squadra di calcio, ma un piano industriale monumentale. L’obiettivo del consorzio è dare vita a un progetto multisportivo “in stile Real Madrid”, creando una vera e propria polisportiva d’élite che possa far fare un salto di qualità globale alla città di Napoli su più fronti:

  • Calcio e Basket uniti: Il piano prevede la sinergia totale tra il Calcio Napoli e il panorama del basket. Il consorzio punta a inserire le due realtà in un network sportivo d’avanguardia, strizzando l’occhio anche al futuro sbarco della NBA Europe (previsto intorno al 2027).
  • La rivoluzione delle infrastrutture: L’offerta miliardaria include un massiccio piano di investimenti strutturali. Da un lato la privatizzazione e la totale ristrutturazione dello Stadio Diego Armando Maradona (oggi di proprietà comunale); dall’altro la costruzione di una nuova, modernissima arena da 15.000 posti dedicata al basket e ai grandi eventi, pensata per essere tra le top 10 in Europa.

Chi c’è alla guida: la galassia di Matt Rizzetta

A tirare le fila del consorzio è Underdog Global Partners (UGP), società di gestione di asset sportivi con sede a Greenwich, nel Connecticut. Al comando c’è l’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta (affiancato dal co-fondatore Joseph Greco), una figura che conosce già benissimo il territorio campano e lo sport italiano:

UGP controlla già il Napoli Basket (Serie A) e il Campobasso Calcio (Serie C), oltre al club di calcio femminile Donna Roma e alla franchigia canadese FC Supra du Québec.

Ad accompagnare UGP in questa scalata ci sono diversi grandi finanziatori istituzionali rimasti coperti, tra i quali però spicca il nome di Ariel Investments: colosso di Chicago con oltre 14 miliardi di dollari di asset in gestione e che vanta già una quota del 16% all’interno del Manchester United.

Gestione “American Style” ma con anima locale

Nonostante le cifre da capogiro e i metodi da private equity americano, la filosofia dichiarata da UGP sul proprio sito si muove nel rispetto della piazza. Il gruppo sottolinea che i club non sono semplici “bilanci” e i tifosi non sono “voci di spesa”, bensì istituzioni vive che rappresentano l’orgoglio di una città.

Resta ora da capire se il consorzio USA riuscirà a limare le divergenze e a convincere De Laurentiis a riaprire formalmente il tavolo delle trattative per trasformare Napoli nella nuova capitale della multi-proprietà sportiva europea.