Di seguito le dichiarazioni dI Antonio Conte
“Dopo Bologna, quello che ho avvertito e che ho denunciato a livello giornalistico è che c’erano situazioni che non mi piacevano. Bisogna avere le palle di dirle, le cose. Non ho mai fatto campionati anonimi e mai lo farò. Mai penserò di accompagnare il famoso morto. Ero pronto a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il vecchio gruppo e si erano create dinamiche molto difficili. Era giusto denunciare e prendersi le responsabilità. Poi ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo con cui ho parlato chiaro. Ci sono dei momenti in cui bisogna essere giusti e veri, e parlare a quattrocchi. Ci siamo chiariti ed eravamo tutti sulla stessa barca. Siamo ripartiti.
Un mese fa ho chiamato il presidente: non ho chiesto nulla e non ho voluto sapere niente del progetto. Un mese fa ho detto: ‘Ho percepito che il mio percorso qui sta per terminare’. Non è questione di ridimensionamento o di cambi di programma, non mi interessava sapere niente. La decisione era stata presa da parte mia. Perché l’ho presa? Sul Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a compattarvi. Se non si porta compattezza, diventa difficile combattere contro le altre. Ho visto tanti veleni, tanta zizzania contro di me e contro i calciatori. Quelli che spargono veleno sono dei falliti, e Napoli non ha bisogno dei falliti. Napoli ha bisogno di gente seria che ha voglia di voler bene alla squadra, come il tifoso che paga il biglietto. Queste persone dovrebbero allontanarsi da Napoli, sono negative e nocive. Ho fallito da questo punto di vista, ed era fondamentale per me per cercare di lottare ancora per grandi traguardi contro Juventus, Milan e Inter. Quando non posso cambiare le cose, mi dispiace. Ci ho messo la faccia su tutto.
Da parte mia c’è la soddisfazione, l’onore e il prestigio di aver allenato il Napoli. Ringrazio il presidente, ho vissuto Napoli in maniera intensa e passionale. Il tifoso napoletano mi ha capito e questo mi interessa. C’è la critica costruttiva ed è giusto così. Il problema è che in questi due anni, anche l’anno scorso… Ancelotti bollito? Ancelotti comunque non ha vinto. Scudetto senza infortuni? Bisogna dare i meriti all’Inter, ha meritato di vincere. Non sta scritto da nessuna parte… Appigliarsi a queste cose è da… non mi piace. Bisogna riconoscere la vittoria degli altri e avere rispetto. L’Inter ha meritato, con gli infortuni e senza. Sono stati due anni fantastici per me, io sono uno del fare. Siamo positivi, sto spiegando… Mi auguro che in futuro questa cosa possa togliere ai falliti la spinta di massacrare il Napoli per qualche like. Il gruppo era traumatizzato dopo quell’anno, so io cosa ho dovuto fare per rimetterli a posto a livello psicologico. È giusto che il Napoli continui a combattere per grandi traguardi. Ringrazio il presidente, è stata un’esperienza stupenda. Sarò sempre fiero e orgoglioso.
Ci siamo incontrati un mese fa, è stata una cosa veloce. Il presidente mi ha detto: “Se ci ripensi, fino all’ultimo giorno sarò a tua disposizione”. Vanno dette le cose. Il presidente non mi ha spinto a fare qualcosa, era una mia decisione. “Fino all’ultimo, se ci ripenserai, sappi che qui è casa tua”, questo mi ha detto. Resterà una grande amicizia con lui e con la sua famiglia.
Nazionale e futuro? Si parla di chiacchiere, punto e basta. La Nazionale? Io ricordo benissimo cosa ho detto sulla Nazionale. Ho detto che se fossi il presidente della FIGC, tra i candidati sicuramente ci metterei Conte, anche perché quel mestiere l’ho già fatto. Ancora manca il presidente federale, si è fatto anche il nome di Guardiola. Ma la FIGC è pronta ad avere un top allenatore? Significa avere oneri e onori. In questo momento non c’è niente, non so se ci sarà in futuro. Se la Nazionale vuole togliersi dalle problematiche… Si fa troppo facilmente così. Il mio consiglio è di prendere Guardiola, ma ci sono i fondi per farlo? Sono il primo a dire di prendere lui. Io non ho niente. Tutte le panchine sono riempite, non è questa la questione. Toglietevelo dalla testa: posso anche stare a riposarmi, e magari vengo a trovare Aurelio a Los Angeles perché mi ha invitato.
L’Arsenal è la squadra che ha investito di più in questi ultimi otto anni. È arrivata tante volte seconda, è un top club.”








