NAPOLI — Il dibattito sul futuro della panchina del Napoli, scosso dall’imminente addio di Antonio Conte, si arricchisce di una voce autorevole della città. Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli, è intervenuto nel corso della trasmissione “Terzo Tempo Calcio Napoli” su Televomero, analizzando i motivi del divorzio con il tecnico salentino e tracciando l’identikit del perfetto sostituto, tra suggestioni del passato e pragmatismo.
I motivi dell’addio di Conte
Secondo l’ex primo cittadino, la separazione tra Conte e il club azzurro affonda le radici in una stagione logorante e nella necessità, da parte dell’allenatore, di stimoli diversi e programmati a lungo termine:
«Penso che Conte abbia bisogno di forti motivazioni, anche programmate. Si è reso conto che è stato un anno particolare. Ci sono stati dei passaggi complicati a ottobre e a gennaio».
Un rapporto intenso ma faticoso, che ha comunque lasciato il segno, come confermato dalle dichiarazioni del mister nel post-partita della sfida contro il Pisa, che per De Magistris testimoniano il forte legame viscerale creato tra la squadra e l’intera comunità napoletana.
Il no al ritorno di Sarri e il sì ad Allegri
Quando il discorso si sposta sul successore, De Magistris si schiera apertamente contro l’ipotesi di un ritorno di Maurizio Sarri, preferendo una pista più solida e orientata ai risultati:
- Il rischio Sarri: «Il triennio di Sarri è difficilmente ripetibile. Il suo arrivo sarebbe un po’ rischioso», ha sentenziato l’ex sindaco, frenando gli entusiasmi nostalgici della piazza.
- La certezza Allegri: La priorità assoluta per il dopo-Conte deve essere la continuità ad alti livelli. Per questo, il nome ideale è quello dell’attuale tecnico del Milan: «Dopo Conte, ciò che è importante è garantire il mantenimento della mentalità vincente e Allegri è una garanzia su questo».
Napoli tra calcio, cultura e turismo
In chiusura, De Magistris ha voluto sottolineare il momento d’oro che sta vivendo il capoluogo campano a livello internazionale, un fenomeno che si riflette inevitabilmente anche sul brand calcistico del club di Aurelio De Laurentiis:
«Napoli è diventata una grandissima meta culturale e turistica portando diverse simpatie alla squadra di calcio. C’è anche un turismo sportivo molto forte».








