Settantasette anni, ventidue di presidenza e una dinastia calcistica nata dalle ceneri. Aurelio De Laurentiis festeggia oggi il suo compleanno da dominus assoluto di un Napoli che ha letteralmente reinventato, trasformando un club fallito in una potenza internazionale.
L’Anno Zero: 2004
Il nastro si riavvolge all’estate del 2004: tribunali, cancelli sbarrati, il nulla cosmico. Il produttore cinematografico intuisce il potenziale del brand e riparte dall’inferno della Serie C1. Nessun debito, solo un modello di business ferreo e sostenibile. È l’inizio di una scalata verticale che nel 2007 riporta la squadra in Serie A, gettando le basi per un’epopea irripetibile.
L’Età dell’Oro e del Tricolore
I numeri e la bacheca dell’era ADL spazzano via ogni scetticismo: tre Coppe Italia, due Supercoppe e, soprattutto, due Scudetti in tre anni.
- Il primo nel 2023, firmato da Luciano Spalletti, capace di far impazzire la città 33 anni dopo Maradona;
- Il secondo nel 2025, marchiato dal carattere d’acciaio di Antonio Conte al termine di una cavalcata da cardiopalma.
Dalla C alle notti di Champions League, il Napoli è diventato un global brand rispettato ovunque.
Il Graffio del Presidente
Istrionico, accentratore, privo di filtri diplomatici. De Laurentiis può dividere l’opinione pubblica, ma i fatti restano indiscutibili. Oggi il suo Napoli gdetta legge in Serie A con i bilanci in perfetto ordine.
A 77 anni, piaccia o no, Aurelio De Laurentiis rimane la mente strategica senza la quale questo miracolo sportivo non sarebbe mai esistito. Auguri, Presidente!








