Le voci si rincorrevano da settimane tra i vicoli di Napoli, sussurrate quasi con timore, ma ora arrivano le conferme definitive. Dopo le anticipazioni di Antonio Corbo su Repubblica e il rilancio de Il Fatto Quotidiano, emergono dettagli clamorosi sulla tentata scalata americana alla SSC Napoli: Aurelio De Laurentiis ha rifiutato un’offerta mostruosa da 2 miliardi di euro.
A rivelare la cifra e i retroscena della trattativa è il Corriere dello Sport, che mette la parola “fine” a una vicenda che avrebbe potuto stravolgere il futuro del calcio italiano.
Un’offerta fuori mercato: rifiutato il doppio del valore reale
La notizia non è solo la volontà del patron azzurro di tenersi stretto il club, ma l’entità della proposta rispedita al mittente. Per capire la portata del “no” di De Laurentiis, basta guardare i numeri:
- Valutazione Football Benchmark (Maggio 2025): 1,1 miliardi di euro.
- Offerta del fondo USA: Circa 2 miliardi di euro.
Il consorzio americano era pronto a mettere sul piatto quasi il doppio del valore stimato del club. Nonostante la cifra astronomica, la risposta del presidente è stata tanto garbata quanto irrevocabile: il Napoli non è in vendita. I contatti si sono interrotti bruscamente prima ancora di avviare la due diligence (l’analisi dei conti del club), segno che non c’è mai stati margini di manovra per una trattativa.
Chi c’è dietro il fondo USA? Spunta l’ombra di Matt Rizzetta
L’offensiva d’oltreoceano, arrivata quasi come un segno del destino nell’anno dei Mondiali americani, porta una firma ben nota nello sport italiano.
A guidare la cordata di investitori statunitensi sarebbe stato Matt Rizzetta, imprenditore italoamericano già profondamente radicato nel panorama sportivo nazionale. Rizzetta è infatti:
- Presidente del Napoli Basket
- Proprietario del Campobasso Calcio
- Fondatore e Managing Partner di Underdog Global Partners (gruppo specializzato in asset sportivi e real estate).
Un profilo solido, che ha tentato per mesi un approccio diretto e serrato con i vertici azzurri, senza però riuscire a fare breccia nel muro eretto dalla proprietà.
Il Presidente del Centenario: la dinastia continua
“Aurelio non lascia, non raddoppia: prosegue dritto per la sua strada.”
Con questo rifiuto categorico, De Laurentiis ribadisce di essere il cuore e l’anima della società. La scelta di non vendere assume un significato ancora più profondo alla luce della storia recente: il patron vuole guidare in prima persona il Napoli nell’anno del suo Centenario, legando indissolubilmente il nome della sua famiglia al glorioso traguardo del club. I tifosi possono star certi: il timone resta saldamente nelle mani del presidente.








