Il recente polverone sollevato dalle dichiarazioni di Fabrizio Corona sul Napoli ha riacceso il dibattito tra gli esperti. Tra questi, il giornalista Enrico Varriale ha espresso la sua opinione sui social, invitando alla cautela ma cogliendo l’occasione per tracciare un suggestivo parallelismo storico. Varriale ha infatti richiamato alla memoria uno dei momenti più tormentati e delicati della storia del club azzurro: la celebre rivolta dello spogliatoio del 1988 contro l’allora allenatore Ottavio Bianchi.
Su X, il giornalista ha commentato la vicenda legandola al passato:
«Al netto delle verifiche che vanno fatte sulle affermazioni di Corona ho ripensato al 1988»
Il riferimento è al clima teso che si respirava in quell’anno, subito dopo lo scudetto perso sul finale a favore del Milan di Arrigo Sacchi. Varriale ha ricordato come, in quella stagione, la frattura tra squadra e guida tecnica divenne pubblica e insanabile, tanto che i calciatori azzurri decisero di esporsi in prima persona con una nota ufficiale:
«Premesso che siamo professionisti seri»
Questo recitava l’incipit del duro comunicato letto dalla squadra contro Ottavio Bianchi. La gestione della crisi da parte dei vertici societari dell’epoca, tuttavia, fu radicale e senza tentennamenti, segnando una profonda differenza con le dinamiche del calcio moderno.
«Il presidente Ferlaino e Moggi non ebbero dubbi: confermarono Bianchi e cacciarono i reprobi»
ha concluso Varriale, lanciando un’ultima stoccata e sottolineando l’atteggiamento dei protagonisti di allora rispetto a quelli di oggi:
«Almeno avevano il coraggio di metterci la faccia».








