Corona: «Spogliatoio Napoli in fiamme: il piano per cacciare Conte»

Corona: «Spogliatoio Napoli in fiamme: il piano per cacciare Conte»

Rivelazioni shock a Falsissimo: l’ex re dei paparazzi svela i dettagli di un presunto ammutinamento orchestrato dai senatori azzurri. Retroscena su clausole contrattuali, finti infortuni, la gestione di Edoardo De Laurentiis e il caso Fiordelisi. Spunta anche l’audio della trattativa economica.

Una vera e propria polveriera. L’ombra di un ammutinamento, unito a un presunto complotto economico per spingere una testata giornalistica a far saltare la panchina di Antonio Conte. È lo scenario a dir poco clamoroso emerso durante l’ultima puntata di Falsissimo, dove Fabrizio Corona ha sganciato una bomba mediatica destinata a far tremare l’intero ambiente del Calcio Napoli.

Secondo quanto rivelato dall’ex re dei paparazzi, lo spogliatoio azzurro sarebbe ormai spaccato e in aperto contrasto con i metodi del tecnico leccese, al punto che un gruppo di calciatori avrebbe cercato una sponda nei media per causarne l’esonero, offrendo denaro pur di far uscire notizie e indiscrezioni private sull’allenatore. Il nome del presunto “mandante” fatto da Corona è pesante: il portiere Alex Meret.

IL RITRATTO DI CONTE: «UN DESPOTA OSSESSIONATO»

Corona ha aperto il suo intervento tracciando un profilo durissimo di Antonio Conte e della gestione interna alla società partenopea:

«Conte è un despota, un ossessionato. È il comandante di un esercito che in realtà non lo regge e non lo supporta più. Utilizza i giocatori non per il loro bene o per soldi, ma semplicemente come pedine per raggiungere il suo unico obiettivo personale. De Laurentiis è sempre stato un presidente presente, ma da quando è arrivato Conte con il suo staff – Oriani, Stellini e il fratello “playboy” – si è letteralmente impossessato della squadra e della società. Pensate che all’interno del contratto ha preteso una clausola blindata: De Laurentiis non avrebbe potuto rilasciare dichiarazioni pubbliche né intervenire in alcun modo sulla gestione della squadra.»

Un potere assoluto che, secondo Corona, avrebbe mietuto subito una vittima eccellente all’interno della dirigenza:

«La prima cosa che fa? Caccia Edoardo, il figlio di De Laurentiis, il quale aveva ereditato un potere che non è stato capace di gestire. Oggi Edoardo De Laurentiis non può nemmeno scendere negli spogliatoi perché Conte non vuole, e ha vietato categoricamente che frequenti i calciatori.»

METODI RIGIDI, INFORTUNI PILOTATI E IL CASO MAZZOCCHI

Il focus si è poi spostato sulla gestione fisica e psicologica della rosa, definita logorante, e sui motivi del rendimento stagionale:

«I metodi di Conte sono durissimi, robaccia che ha imparato ai tempi della Juve. Allenamenti stressanti, faticosi, che spremono letteralmente i calciatori. E quest’anno il Napoli non ha lottato per lo scudetto perché ha avuto ben 42 infortuni, che Conte ha puntualmente scaricato sulla responsabilità del preparatore atletico. Se non fai esattamente quello che vuole lui, con lui non giochi più.»

A tal proposito, Corona ha citato l’esempio emblematico di Pasquale Mazzocchi:

«Mazzocchi per tanto tempo è stato un leader nel Napoli, arrivando anche a giocare in Nazionale. Durante il campionato va da Conte e gli chiede semplicemente se anche quest’anno avrebbero fatto il consueto allenamento settimanale. Solo per questa domanda, Conte lo mette fuori squadra, utilizzando la scusa di un infortunio. Ma non l’ha fatto solo con lui, tanto da mettersi contro l’intera squadra, che ormai lo odia e lo vuole cacciare.»

SPOGLIATOIO SPACCATO: LA CHAT DEI RIBELLI E IL CASO LUKAKU

La frattura all’interno del gruppo squadra sarebbe insanabile, documentata persino da comunicazioni private. Secondo Corona, i giocatori contrari al tecnico avrebbero creato una chat di gruppo alternativa. Molti di loro avrebbero già posto un aut-aut alla società: se resta Conte, loro vanno via.

Nella lista dei dissidenti figurano nomi illustri: De Bruyne, Anguissa, Lobotka, Meret, Rrahmani, Buongiorno, Diks, fino a Juan Jesus (finito fuori rosa dopo una discussione) e Noa Lang. Su quest’ultimo e sulla gestione degli attaccanti, Corona ha aggiunto dettagli pesanti:

«Noa Lang è stato pagato tanto e non lo ha mai fatto giocare. Faceva una vita dissoluta, portava in giro a divertirsi e a bere Neres e McTominay, e Conte lo ha cacciato. L’ultimo della lista è Lukaku, graziato e miracolato da Conte. Ora anche lui è contro l’allenatore. Conte lo spreme, lo fa infortunare, poi prende Højlund e butta via Lukaku, facendogli persino saltare la Nazionale e perdere il Mondiale. Conte guarda solo ai suoi interessi e ai suoi obiettivi, non gli importa nulla dei giocatori. Infatti, oggi Lukaku non lo saluta nemmeno negli spogliatoi.»

Nel racconto emerge anche un retroscena legato a un ritiro o a una trasferta a Savona, dove all’interno della stanza di Conte si trovavano tre giovani giocatori (tra cui Lucci, Vergara e Ambrosino) esclusi dalle rotazioni:

«Loro dicevano di voler cambiare squadra per giocare, e Conte ha risposto di no perché gli servivano per fare numero negli allenamenti. Mario Lucci ha replicato che a lui questa situazione non stava bene, e Conte gli ha rinfacciato che era lì solo per “gli impicci” del suo procuratore con De Laurentiis. Lucci alla fine cambia squadra e va al Torino, ma Conte chiama l’allenatore, D’Aversa, e non lo fa giocare nemmeno lì. La situazione è così tesa che Conte ha persino denunciato alla Digos alcuni dirigenti della squadra per minacce, portando come prove file audio e documenti che arrivano direttamente da Castel Volturno. I giocatori non ce la fanno più.»

IL COMPLOTTO CONTRO CONTE E L’AUDIO DELLA TRATTATIVA

Il culmine della puntata è arrivato con la rivelazione del presunto complotto ordito dai calciatori per colpire il tecnico sul piano personale, sfruttando vecchi gossip come la presunta frequentazione con l’influencer Antonella Fiordelisi (vicenda per la quale, l’anno scorso, il tecnico aveva additato il fratello).

Corona ha raccontato di essere stato contattato telefonicamente da un gruppo di giocatori tramite un intermediario anonimo, precisando: «Io non accetto trattative, racconto solo il vero e sono incomprabile».

Durante la trasmissione è stato fatto ascoltare l’audio della telefonata con la fonte anonima, che confermava il clima tossico: «Conte rompe le scatole ai giocatori e dà fastidio ai dirigenti, l’unico a dargli credito è il presidente De Laurentiis. Ci sono calciatori messi fuori rosa per infortuni che in realtà non sono veri», rivelando inoltre che il tecnico avrebbe rivolto minacce a un soggetto gravitante attorno all’ambiente Napoli.

Nel corso della telefonata, Corona chiede esplicitamente alla fonte: «Quanto posso chiedere a livello di soldi ai giocatori del Napoli?». La fonte risponde di non saperlo, e Corona replica: «Chiedo poco, poi posso pompare un po’ sulla storia con la Fiordelisi», ricordando che la notizia era già stata parzialmente diffusa da lui in passato.

IL PASSAGGIO DI DENARO E IL NOME DEL MANDANTE: È ALEX MERET

Il piano si sarebbe poi concretizzato con un incontro fisico a Napoli per la consegna del denaro e per svelare l’identità del calciatore a capo della fronda:

«La fonte incontra i giocatori e poi mi chiama per mostrarmi i soldi dell’acconto. Successivamente sono andato io stesso a Napoli per incontrare il tramite che ho con i calciatori. Dopo aver ricevuto i 5.000 euro di acconto, ho chiesto il nome del giocatore mandante e del gruppo. La fonte inizialmente era molto restia, poi ha lasciato piccole indiscrezioni dicendo: “È uno dei più importanti, ex titolare, che ha fatto presenze in Nazionale l’anno scorso”, promettendo che me lo avrebbe fatto incontrare da vicino. Il mandante è Alex Meret

Un’accusa frontale, durissima, che rischia di spaccare definitivamente i resti di uno spogliatoio in fiamme e che accende i riflessi su una gestione societaria e tecnica diventata ormai un caso di cronaca non solo sportiva.