Chiariello: «Quest’anno il giovane Manna non sarà più giovane»

Chiariello: «Quest’anno il giovane Manna non sarà più giovane»

Il futuro del Napoli non passa solo dal nodo allenatore, ma da una ricostruzione profonda che rischia di trasformare lo spogliatoio azzurro in una vera e propria stazione di passaggio. Nel suo consueto spazio “Non mi sta bene” su Radio CRC, Umberto Chiariello ha analizzato i complessi scenari di mercato che attendono il club di Aurelio De Laurentiis, tra la fine del ciclo della vecchia guardia e l’incredibile numero di giocatori da piazzare.

La metafora del treno e l’addio agli eroi dello scudetto

Secondo il giornalista, per molti protagonisti degli ultimi anni è arrivato il momento di salutare la Campania. Un restyling che Chiariello definisce come un “rinnovamento” necessario, e non un ridimensionamento:

«Nel caso del Napoli il treno ha fischiato, le valigie sono pronte e molti stanno per saltare sul treno. Si va verso il capolinea della vecchia guardia. Di quel gruppo restano soltanto Di Lorenzo, Politano e Rrahmani. Sono in partenza Meret, Juan Jesus, Olivera ed Elmas. E poi c’è il nodo Lobotka-Anguissa: io per lo slovacco farei le barricate, ma bisogna capire se il suo ciclo sia al termine».

La missione impossibile di Manna: venti esuberi da gestire

Il vero problema per il Napoli sarà gestire l’enorme pletora di calciatori che rientreranno dai vari prestiti o che sono stati messi sul mercato. Una lista lunghissima che comprende, tra i tanti, i vari Lucca, Ngonge, Cajuste, Lindstrom, Noa Lang, Cheddira e Ambrosino.

Un carico di lavoro mastodontico per la dirigenza azzurra:

«C’è una rosa intera di ventuno giocatori da piazzare. Manna, se pure lavora 24 ore al giorno e assume altri due direttori sportivi, a smaltire tutti questi calciatori non gliela può fare manco in tre anni. Questo è il mercato più difficile dell’era De Laurentiis, perché il Napoli è una società liquida, ha i soldi e viene presa per la gola da tutti. Quest’anno il giovane Manna non sarà più giovane, sarà Manna che dovrà dimostrare la sua nobiltà. Il treno ha fischiato, caro Manna. Vediamo se sapremo ribellarci per tornare competitivi contro un’Inter che sembra già ingiocabile».