Calaiò: «Conte è ossessionato dalla vittoria, sta male se non vince»

Calaiò: «Conte è ossessionato dalla vittoria, sta male se non vince»

Emanuele Calaiò, ex attaccante azzurro, ha analizzato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport il profilo psicologico e tecnico di Antonio Conte, evidenziando come la sua mentalità sia il motore principale del suo lavoro, pur tra le difficoltà attuali.​

L’ossessione per il traguardo

​Per Calaiò, il tecnico salentino vive il risultato in maniera totalizzante, un tratto ereditato dal suo passato nei grandi club:​

“Conte quando perde o pareggia sta proprio male fisicamente. Lui ha chiamato la figlia Vittoria perché è ossessionato dalla vittoria. Conte ha giocato in un grande club, allenato da Capello. Quindi è cresciuto con i suoi principi.

L’analisi si sposta poi sulla gestione del gruppo. Nonostante la presenza di elementi di spicco, secondo l’ex punta il Napoli fatica a trovare lo spunto dei singoli contro le difese chiuse, rendendo il lavoro di Conte più complesso:​

“Il Napoli ha un’ottima squadra, ma tranne De Bruyne, Neres, McTominay e gli strappi di Alisson, è in linea col resto della serie A. In Italia il calcio è fisico e tattico, vanno in doppia cifra più i centrocampisti che gli attaccanti. Se non hai giocatori di qualità, che saltano l’uomo, che fanno un passaggio illuminante, che hanno gli occhi anche dietro diventa difficile. Spalletti ha fatto un capolavoro perché aveva Osimhen e Kvara che inventavano sempre qualcosa. Adesso c’è McTominay che spesso toglie le castagne dal fuoco, ma non si possono pretendere da lui sempre gli stessi gol. Negli ultimi 25 metri ci sono Vergara, Alisson e Politano, ma non fanno la differenza, sono giocatori normali, non hanno mai performato ad altissimi livelli, non hanno vinto Champions o trofei. Il Napoli non ha la rosa del Real o del Psg e quando trova squadre bloccate fa fatica.”​

Scenari futuri e il rapporto con la società​

Il futuro di Conte a Napoli resta legato a un equilibrio sottile tra ambizioni personali e disponibilità del club. Calaiò ipotizza i temi del prossimo incontro con la presidenza:​

“Futuro Conte? Ha un altro anno di contratto, la nazionale è una bella patata bollente, in Italia e in Europa non ci sono panchine libere. Se dovesse decidere di andare via potrebbe anche prendersi un anno sabbatico. Se Conte, invece, dovesse restare a Napoli, significherebbe aver trovato una quadra col presidente. Sicuramente nell’incontro che ci sarà a breve, De Laurentiis gli dirà che non potrà spendere altri 200 milioni sul mercato, e gli chiederà conto degli infortuni, gli chiederà di rivalutare due-tre giocatori voluti da lui, gli chiederà di abbassare il tetto ingaggi. In caso di permanenza, Conte, comunque, partirebbe da una buona base. Avranno davvero tanti argomenti da affrontare. Se dovessi dare una percentuale, 60% resta, 40% va via”.