Quella sera, allo Stadio San Paolo, non si giocava solo per il secondo posto in classifica: si giocava per consacrare Gonzalo Higuaín come il più prolifico marcatore di sempre in una singola stagione di Serie A.
Una rovesciata per l’eternità
La partita contro il Frosinone, vinta dagli azzurri per 4-0, è stata il palcoscenico perfetto per lo show dell’argentino. Dopo aver segnato i primi due gol, Higuaín ha cercato con ossessione il terzo, quello del sorpasso a Gunnar Nordahl. La rete del record è arrivata con un gesto tecnico da cineteca: una rovesciata acrobatica dal limite dell’area che ha mandato in estasi un intero popolo.
“Volevo questo record a tutti i costi. Superare un gigante come Nordahl è un onore immenso,” commentò Higuaín visibilmente emozionato sotto la pioggia di Napoli.
Dal 1950 al 2016: il crollo del muro di Nordahl
Il primato di Nordahl (35 reti con il Milan nel 1949/50) sembrava inscalfibile, protetto da oltre mezzo secolo di calcio sempre più difensivo. Higuaín è riuscito a scardinarlo con una stagione di grazia assoluta, fatta di potenza, tecnica e un istinto killer senza pari.
L’eredità del record
Sebbene nel 2019/20 Ciro Immobile sia riuscito a eguagliare la cifra monstre di 36 marcature, l’impresa di Higuaín mantiene un’aura speciale per la qualità dei gol e l’impatto emotivo avuto sul campionato italiano. Oggi, quel numero 36 resta il punto di riferimento per ogni attaccante che sogna di entrare nella leggenda della Serie A.








