Il futuro di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan non è mai stato così in bilico. Quella che doveva essere la serata del riscatto si è trasformata in un incubo sportivo: lo 2-3 casalingo subito contro l’Atalanta ha fatto esplodere la contestazione a San Siro. Tra risultati deludenti, una Champions League tutta da conquistare e le sirene della Nazionale, l’addio del tecnico toscano a fine stagione (o prima) è diventato uno scenario concreto.
San Siro fischia: scatta il processo ad Allegri
La sconfitta rimediata contro la Dea ha segnato il punto di non ritorno per una larga fetta della tifoseria, che ora chiede a gran voce l’esonero immediato. Nonostante un contratto che prevede il rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione alla massima competizione europea, la dirigenza rossonera starebbe riflettendo seriamente: senza l’approdo in Champions League, il divorzio sarà inevitabile.
Ombre azzurre e l’erede designato: spunta Vincenzo Italiano
Mentre la panchina di Milanello trema, per Allegri si apre uno spiraglio prestigioso: quello dell’Italia. Dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso (seguite alla drammatica eliminazione ai playoff contro la Bosnia che ha escluso gli Azzurri dal Mondiale 2026), il profilo di Max è in cima alla lista della FIGC.
In via Aldo Rossi, però, si guarda già oltre. Secondo il Corriere dello Sport, il nome caldo per la successione è Vincenzo Italiano. Con lui scatterebbe una rivoluzione tattica: addio al 3-5-2 allegriano per tornare al 4-2-3-1, marchio di fabbrica dei grandi successi rossoneri. Il cambiamento potrebbe toccare anche i quadri dirigenziali, con Tony D’Amico in pole per sostituire Igli Tare nel ruolo di Direttore Sportivo.








