Napoli ha ritrovato il suo punto d’origine. Grazie all’apertura dell’ascensore di Monte Echia, uno dei luoghi più significativi della storia mediterranea è finalmente accessibile a tutti, restituendo alla città il suo panorama più antico.
Il Monte Echia non è solo un punto panoramico; è il sito della fondazione di Parthenope. Fu qui che, intorno al IX secolo a.C., i coloni greci provenienti da Rodi (e successivamente da Cuma) decisero di insediarsi, attirati dalla posizione strategica dello sperone di roccia tufacea che dominava il mare. Questo promontorio rappresentava una fortezza naturale perfetta per controllare il golfo e proteggere il primo nucleo urbano della futura Napoli.
I documenti d’archivio e gli scavi hanno confermato che l’area ospitò la sontuosa Villa di Licinio Lucullo, un complesso che in epoca romana si estendeva dal monte fino all’attuale Castel dell’Ovo. Durante il periodo vicereale, la zona mutò volto con la costruzione delle Rampe di Pizzofalcone e di eleganti palazzi nobiliari, diventando il cuore pulsante del quartiere militare e aristocratico.
La leggenda più celebre legata al Monte Echia è indubbiamente quella della Sirena Parthenope. Si narra che la creatura, affranta dal rifiuto di Ulisse, si lasciò morire in mare e che il suo corpo sia stato trasportato dalle correnti proprio ai piedi di questo isolotto e del promontorio di Pizzofalcone. Da quel sacrificio d’amore sarebbe nata la città stessa, che ancora oggi porta il suo nome nel cuore dei suoi abitanti.
L’ingresso dell’ascensore si trova in via Santa Lucia 128, all’angolo con via Chiatamone.Una volta in cima, potrete godere di una vista a 360 gradi che spazia dal Vesuvio a Capri, sorvolando il Borgo Marinari.Per respirare la vera anima del quartiere, si consiglia di salire con l’ascensore e scendere a piedi attraverso i vicoli di Montedidio, scoprendo angoli di Napoli ancora preservati dal turismo di massa.








