Chiariello: «Napoli senz’identità. L’incontro Conte-ADL sarà spinoso»

Chiariello: «Napoli senz’identità. L’incontro Conte-ADL sarà spinoso»

Nel suo consueto editoriale per Campania Sport su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello ha analizzato il momento del Napoli, che nonostante il secondo posto matematico quasi blindato (complici i crolli di Milan e Roma), non convince sul piano dell’identità e della gestione degli acquisti.

Secondo Chiariello, il prossimo vertice tra il presidente e il tecnico dovrà affrontare questioni strutturali profonde:

«Qui si parla sempre dell’incontro Conte-De Laurentiis, ma i temi che dovranno affrontare sono spinosi: come giocherà il Napoli, in che modo giocherà? Il Napoli visto a Parma, con la Lazio e a Como è inguardabile. Il re è nudo: il Napoli gioca male e non ha un’identità. Questo è il tema da cui dobbiamo partire».

Il giornalista ha poi puntato il dito sul rendimento dei nuovi innesti e sugli investimenti in difesa:

  • Investimenti: «Sono stati spesi oltre 90 milioni sui difensori centrali in due anni e non ne abbiamo uno affidabile, tolto Rrahmani».
  • Singoli: Critiche pesanti a Beukema («deleterio, ci hanno mandato il fratello scemo») e a De Bruyne, definito «una palla al piede» per come viene utilizzato in un atteggiamento di squadra che ne annulla le qualità.

Inchiesta Arbitri: «Se l’errore al VAR diventa frode, il calcio chiude domani»

Chiariello ha dedicato un’ampia riflessione anche alle vicende giudiziarie che coinvolgono il mondo arbitrale, esprimendo perplessità sull’inchiesta della Procura di Milano e sui rischi che corre il sistema calcio:

«Se passa il principio che un errore arbitrale (come quello di Nasca e Di Vuolo) sia passibile di frode, il calcio chiude domani mattina. Chi si siede al VAR sapendo che può rischiare di essere tacciato di frode per non essere intervenuto? Mi auguro che la magistratura non ne esca con le ossa rotte, ma finora sembra un topolino partorito dalla montagna».

Nonostante i dubbi sull’indagine, Chiariello ha invece accolto con favore le possibili dimissioni di Rocchi, giudicato non all’altezza del ruolo di designatore: «Un uomo che parla assai e in maniera ondivaga, gli arbitri hanno bisogno di altro».