Napoli riabbraccia la Biblioteca dei Girolamini

Napoli riabbraccia la Biblioteca dei Girolamini

Dopo oltre un decennio di oblio, indagini giudiziarie e restauri, la Biblioteca dei Girolamini di Napoli, la seconda più antica d’Italia dopo la Malatestiana, ha finalmente riaperto le sue porte al pubblico. Non è solo un luogo di cultura, ma il simbolo di una rinascita civile dopo uno dei più grandi “crimini bibliografici” della storia moderna.


La chiusura, avvenuta nel 2012, non è stata dettata da problemi strutturali o mancanza di fondi, ma da un vero e proprio scandalo criminale. L’allora direttore, M. M. De Caro, fu accusato (e poi condannato) di aver orchestrato un saccheggio sistematico del patrimonio librario. Migliaia di volumi preziosi, incunaboli e prime edizioni furono sottratti e venduti illegalmente sul mercato antiquario internazionale.

Per anni, la biblioteca è stata considerata una “scena del crimine“. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno lavorato incessantemente per recuperare i volumi sparsi per il mondo (da Londra a New York), riuscendo a riportarne a casa la stragrande maggioranza.
Oltre al furto, la struttura versava in condizioni di degrado, con libri ammassati e privi di una catalogazione moderna. La chiusura è stata necessaria per permettere l’inventario, il restauro degli ambienti e la messa in sicurezza del patrimonio superstite.

Rientrare nei Girolamini significa immergersi in un’atmosfera barocca di indescrivibile bellezza. Ecco i punti salienti del percorso espositivo:

La Sala Vico: Dedicata al filosofo Giambattista Vico, che donò alla biblioteca la sua collezione personale. È una delle sale più iconiche, con scaffalature lignee imponenti che arrivano fino al soffitto.

La Sala Bellisario: Un capolavoro architettonico caratterizzato da una vastità che lascia senza fiato e da una luce che esalta le legature dorate dei volumi antichi.

Il Complesso Monumentale: La visita non si limita ai libri. La biblioteca fa parte del Complesso dei Girolamini, che comprende la splendida Chiesa monumentale, i chiostri (tra cui il celebre Chiostro degli Aranci) e la quadreria, che ospita capolavori di artisti del calibro di Guido Reni e Luca Giordano.

I Testi Rari: Oltre ai circa 160.000 volumi, la biblioteca conserva spartiti musicali antichi (la collezione della scuola musicale napoletana è tra le più importanti al mondo) e manoscritti medievali.