Il Cimitero delle Fontanelle sorge in un’antica cava di tufo nel cuore del Rione Sanità. La sua funzione di ossario iniziò nel 1656, durante la terribile epidemia di peste che decimò la popolazione napoletana. In quel periodo, le chiese non riuscivano più a contenere i corpi, e le cave diventarono il luogo di sepoltura per migliaia di cittadini anonimi.
Il sito tornò a riempirsi tragicamente nel 1837, a causa di un’epidemia di colera. Per decenni, i resti rimasero accatastati in modo disordinato, finché nel 1872 il parroco Don Gaetano Barbati decise di riordinare le ossa, catalogandole e disponendole in “navate”.
È qui che la storia si fonde con la devozione popolare. Poiché le ossa appartenevano a persone povere e anonime (le cosiddette anime pezzentelle, ovvero “piccole pezzenti” perché prive di una sepoltura dignitosa), nacque un rito unico al mondo: l’adozione della “capuzzella” (il teschio).
I napoletani sceglievano un teschio, lo pulivano, lo ponevano su un fazzoletto o in una teca e pregavano per quell’anima affinché trovasse la pace. In cambio, il devoto chiedeva una grazia o i numeri del lotto attraverso il sogno. Se la grazia veniva ricevuta, il teschio veniva “onorato” con decorazioni e fiori; in caso contrario, veniva abbandonato per un altro più “efficiente“.
Nonostante il fascino soprannaturale, molte di queste leggende riflettono la realtà sociale dell’epoca. Ecco le più celebri: Il Capitano: È la figura più iconica. Si narra di un teschio che avrebbe “punito” un giovane sposo arrogante che lo aveva deriso durante il banchetto di nozze, presentandosi alla festa come un invitato misterioso e causandone la morte. Donna Concetta (‘a capa che suda): Un teschio che appare sempre lucido e umido. Mentre per i devoti è il sudore del trapasso o la fatica dell’anima in Purgatorio, la scienza spiega il fenomeno con la particolare porosità del tufo che trattiene l’umidità della cava. La Testa del Bambino: Molte capuzzelle sono circondate da giocattoli e caramelle, a testimonianza del legame d’affetto mai interrotto tra i visitatori e le anime dei più piccoli.
Sebbene il folklore sia affascinante, è bene ricordare che il Cimitero delle Fontanelle è, prima di tutto, un luogo di riposo eterno. Il Comune di Napoli e le associazioni locali hanno lavorato duramente per garantire una riapertura che tuteli la sicurezza della struttura (essendo una cava ipogea) e la dignità dei resti conservati.








