Criscitiello: “Terremoto AIA, deve cadere l’intero sistema Gravina”

Criscitiello: “Terremoto AIA, deve cadere l’intero sistema Gravina”

Michele Criscitiello interviene con forza sul caos che sta travolgendo l’Associazione Italiana Arbitri e i vertici del calcio nazionale. Secondo il giornalista, l’indagine in corso potrebbe essere il grimaldello per un cambiamento radicale ai vertici della FIGC.

Nell’analisi pubblicata su Cose Scomode, Criscitiello evidenzia come dietro l’inchiesta possa celarsi una finalità politica volta al commissariamento della Federazione, auspicando un azzeramento totale dei quadri dirigenti attuali.

“L’anno scorso non c’era la Procura Federale presente a Lissone, da settembre 2025 invece sì. Che significa? Che la Procura Federale già sapeva che qualcosa era successo l’anno scorso, anche prima della Procura della Repubblica. Se quello che è emerso è quello che ha complessivamente in mano la Procura, tempo tre settimane e si sgonfia il caso. Di mezzo, credo che ci sia la politica, visto la situazione in FIGC. L’obiettivo credo che sia il commissariamento della FIGC, la cosa mi piace molto visto che bisognava mandare a casa tutto il sistema Gravina. Gli arbitri hanno commesso errori clamorosi, alcuni a fin di bene altri meno, visto che ci sono delle ingerenze. Quando diciamo che, grazie a Beppe Marotta, l’Inter è la società più potente e più forte del calcio italiano non è una critica o un’offesa, ma un dato di fatto. Altre società hanno perso potere. Il potere è soprattutto nelle mani dell’Inter e di Marotta.

Secondo me questo potere non viene esercitato in maniera eccessiva, ma nel calcio italiano ci sono sempre state società con controlli diverse rispetto ad altre. Ora bisogna vedere cosa emergerà dalle intercettazioni. Il quadro non può finire a Rocchi e Gervasoni, perché dietro questo sistema ci sono personaggi molto più grandi. Non mi meraviglierebbe se l’indagine si spostasse anche su Roma, sulle persone nel sistema federale. Così scopriremmo anche di più. Io le indagini le farei su Chinè e gli chiederei come mai la Procura Federale ha archiviato e seppellito dei faldoni. Il castello sta venendo giù, devono andare a casa tutti: da Ulivieri a Marani a tutti gli altri. Il calcio italiano è morto e inguardabile. Ho visto Milan-Juventus e ho visto il nulla: campionato finito a marzo, Champions a febbraio, Mondiale mai cominciato. Faccio fatica a fare le trasmissioni, non so di cosa parlare”.

L’affondo di Criscitiello non risparmia nessuno, parlando di un calcio italiano “morto” e puntando il dito sulla gestione della giustizia sportiva, in particolare sull’operato di Chinè. Il quadro delineato suggerisce che il coinvolgimento di figure come Rocchi e Gervasoni sia solo la punta di un iceberg che coinvolge l’intero apparato federale.