Inchiesta arbitri: il caso Rocchi e le ombre sulle designazioni

Inchiesta arbitri: il caso Rocchi e le ombre sulle designazioni

L’inchiesta che sta scuotendo il mondo del calcio italiano entra in una fase cruciale con l’audizione del designatore Gianluca Rocchi, prevista per il 30 aprile. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’indagine nasce da una denuncia presentata nella primavera scorsa dall’ex assistente Domenico Rocca, inizialmente archiviata dalla Procura FIGC e ora riaperta dopo l’intervento della Procura di Milano e della Procura Generale dello Sport del Coni.

1. I Protagonisti dell’Inchiesta

Al centro dell’indagine condotta dal PM Maurizio Ascione figurano nomi di spicco dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA):

  • Gianluca Rocchi: Designatore di Serie A e B, attualmente autosospeso.
  • Andrea Gervasoni: Supervisore Var, anch’egli autosospeso.
  • Arbitri coinvolti: Risultano destinatari di avviso anche i direttori di gara Paternà e Nasca. Nei capi di imputazione compaiono inoltre i nomi di Doveri e Colombo in relazione a specifiche partite.

2. Le Ipotesi d’Accusa e il Coinvolgimento dell’Inter

L’ipotesi della Procura di Milano, citata dal Corriere della Sera, suggerisce che Rocchi, in concorso con altri soggetti (definiti genericamente “persone”), avrebbe orientato la scelta di arbitri “graditi” all’Inter per alcuni match chiave, tra cui la semifinale di Coppa Italia contro il Milan e la sfida di campionato contro il Bologna dell’aprile 2025.

La posizione dell’Inter: Al momento non risultano tesserati del club nerazzurro tra gli indagati. Il presidente Marotta ha dichiarato l’estranietà della società, definendola “amareggiata” e ribadendo che il club non ha mai richiesto arbitri specifici.

3. I Rischi Sportivi e Penali

Sebbene l’inchiesta sia ancora in una fase di accertamento, il quadro delle possibili sanzioni delineato dal Corriere della Sera è severo:

  • Per i tesserati: Se venisse dimostrato l’illecito, il rischio è di una squalifica fino a 4 anni e un’ammenda di 50.000 euro.
  • Per il club: Se venisse provato il “concorso” di dirigenti o soggetti riconducibili alla società, si configurerebbe l’illecito sportivo. Le sanzioni potrebbero variare da punti di penalizzazione fino alla retrocessione all’ultimo posto, qualora fossero coinvolti i legali rappresentanti.
  • Ipotesi Commissariamento: Il Ministro Abodi ha chiesto chiarimenti. Lo statuto federale (Art. 7) prevede il commissariamento in caso di gravi irregolarità nella gestione o violazioni dell’ordinamento sportivo.

4. Prossimi Passaggi

L’attenzione è ora rivolta all’audizione di Rocchi e successivamente a quella di Gervasoni. La Procura Federale ha già richiesto gli atti a quella di Milano: come accaduto per il caso plusvalenze della Juventus, l’emergere di nuovi elementi probanti (intercettazioni o testimonianze) potrebbe portare alla riapertura del processo sportivo anche in presenza di una precedente archiviazione.