C’è un vecchio mantra che Ruud Van Nistelrooy amava ripetere ai tempi del Real Madrid: “I gol sono come il ketchup: a volte non escono, ma quando iniziano a scendere, lo fanno tutti insieme”. Il Napoli visto allo Stadio Maradona è l’incarnazione perfetta di questa bizzarra ma efficace immagine. Dopo una settimana di sterilità offensiva che aveva preoccupato l’ambiente, la bottiglia azzurra è stata scossa con forza, regalando quattro reti in un colpo solo.
Le mosse di Conte: il “tappo” è saltato
Se la Cremonese ha sicuramente facilitato il compito mostrandosi “ben disposta” fin dall’inizio, il merito della scossa va attribuito alla mano di Antonio Conte. Il tecnico ha rimescolato le carte con precisione chirurgica:
- Alisson Santos: lanciato titolare, ha dato nuova linfa all’attacco.
- Scott McTominay: arretrato strategicamente per creare spazi di inserimento.
- Amir Rrahmani: il ritorno del leader difensivo che ha garantito la serenità necessaria per spingere in avanti.
Il risultato? Tre gol in soli 45 minuti e il sigillo finale per il poker definitivo. Tutto quello che era mancato contro la Lazio è riapparso d’incanto, trasformando la siccità in abbondanza.
Una “Liberazione” non casuale
Il parallelismo tracciato da Il Mattino è suggestivo: il Napoli ritrova la via della rete proprio mentre l’Italia si preparava a celebrare il 25 aprile. Non è solo una coincidenza di calendario, ma una vera e propria liberazione psicologica per una squadra che sembrava bloccata.
“Serviva solo aspettare il colpo giusto alla bottiglia del ketchup Napoli. La mano che la agita è quella di Antonio Conte.”
Con il tappo ormai rimosso e la fiducia ritrovata, il Napoli si lascia alle spalle le critiche e guarda al finale di stagione con una potenza di fuoco rinnovata. La festa della Liberazione, quest’anno a Fuorigrotta, ha il sapore dolce di una vittoria travolgente.








