Napoli, l’attacco è un deserto: numeri da incubo che non si vedevano da 16 anni

Napoli, l’attacco è un deserto: numeri da incubo che non si vedevano da 16 anni

Il Napoli di Antonio Conte si è inceppato. Se è vero che le difese vincono i campionati, è altrettanto vero che senza segnare non si va lontano. I numeri attuali degli azzurri raccontano di una crisi realizzativa profonda: sette partite senza reti e un’astinenza che preoccupa non solo la classifica, ma anche i tifosi. Per ritrovare una produzione offensiva così povera bisogna tornare indietro di ben 16 anni, all’era Mazzarri, quando il Napoli navigava a metà classifica.

Il paradosso dei punti

Nonostante una media realizzativa di appena 1,4 gol a partita — peggiore persino della sciagurata stagione post-scudetto (2023/24) — il Napoli è riuscito miracolosamente a restare in scia. Grazie a un cinismo estremo, la squadra è appaiata al Milan e subito dietro l’Inter. Tuttavia, il confronto con il passato è impietoso:

  • 2016/17 (Sarri): 77 reti nello stesso numero di gare.
  • 2022/23 (Spalletti): 69 reti nel cammino verso lo scudetto.

Il flop europeo

L’anemia offensiva ha presentato il conto salatissimo in Champions League. Con sole 9 reti in otto gare, il Napoli si è piazzato al 29° posto per attacco (al pari di Galatasaray e Athletic Bilbao), restando a secco in tre occasioni nel maxi-girone. Una sterilità che è costata l’eliminazione dai playoff, deludendo le grandi attese del club.